Tratto da www.federgolf.it :
... Si è concluso sul percorso di Castelconturbia il Golf Italian Open 2003 for Disabled al quale hanno preso parte ben 96 concorenti di tredici nazioni, divisi in varie categorie di handicap e di disabilità. Nel lordo si è imposto il francese Stephane Houdet con 159 colpi (76 83) con Pierfederico Rocchetti quinto (187) e primo degli italiani. In prima categoria ha vinto lo svedese Bengt Arne Johansson con 148 (75 73), in seconda Jonas Nystrom, anch’egli svedese, con 149 (76 73) e in terza (stableford) il danese Michael Sorensen con 66 punti (36 30). Di rilievo la prestazione di Franco Venier, che è costretto a giocare in carrozzina, terzo con 63 (30 33) e unico italiano tra i premiati. Ha stupito la scozzese Helen Weaver, cieca, che alla bella età di 86 anni ha conseguito il primo posto di categoria (totally blind). Gli altri premi speciali sono stati assegnati alla olandese Tineke Loogman (lady), all’olandese Pim Nissen (senior), al tedesco Ivars Weide (blind) e al francese Jean Marie Reuqeut (paraplegici). Da segnalare il drive di ben 235 metri con il quale l’olandese Alexander Scholz ha fatto suo il driving contest.
Numerose le iniziative collaterali, come le golf clinic proposte da Pro Drive con il programma “Swing&Swing” e affidate al Blue Team Academy di Carlo Alberto Acutis con Matteo Matteoni e all’Idea Verde Learnig Center con i maestri Lorenzo Bosisio, allenatore ufficiale dell'AIGD (Associazione Golfisti Italiani Disabili), e Andrea Ferlito. Anche Alberto Binaghi e Gianluca Baruffaldi hanno effettuato una d clinic dopo una loro esibizione. Obiettivo primario dell’evento raccogliere fondi per l’acquisto di carrozzine per paraplegici e di dare ai partecipanti all’Open la possibilità di usufruire dei preziosi consigli di due tra le più prestigiose scuole di golf italiane.
Nell’Auditorium presso la Banca Popolare di Novara si è tenuto un convegno dal tema: “Golf and disability”, durante il quale è stato presentato il libro scritto da Danilo Redaelli, vice presidente dell’AIDG, dallo stesso titolo del meeting. E’ il primo testo in materia.
Redaelli ha anche progettato e realizzato una "mappa tattile". La mappa tattile è la descrizione della buca da posizionare sul tee di partenza, come quelle che già ci sono in tutti i campi, solo con la particolarità che può essere letta anche dal non vedente. Un vero abbattimento delle barriere architettoniche sul campo da golf.
Molto soddisfatto dell’esito Roberto Caja, presidente dell'AIGD: “E’ stato un torneo bellissimo, interesantissimo e con una grande partecipazione, addirittura inattesa. Sono venuti a disputare l’Open ben 96 giocatori di tredici nazioni anche extra europee, con varie disabilità. Ci sono stati anche sei non vedenti e sette paraplegici. Ci ha fatto particolarmente piacere la buona presenza di pubblico, che ha compreso a pieno che cosa significhi per queste persone giocare a golf, ossia un passo importante verso il recupero sociale. I partecipanti hanno messo in campo bravura, allegria, dimostrando attaccamento alla vita e alla fine abbiamo visto soltanto volti felici, Il golf, in questa occasione, ha espresso la sua piena valenza di sport per tutti e per tutte le età. Anche nell’Open abbiamo avuto rappresentate tutte le fasce, da un giovane di diciotto anni fino alla scozzese Helen Weaver di 86 anni”.
Il Presidente della Federazione Italiana Golf, in occasione del Golf Italian Open for Disabled, che si è concluso sul percorso di Castelconturbia, ad Agrate Conturbia (NO9, ha ha fatto pervenire all’Associazione Italiana Golfisti Disabili il seguente messaggio:
“Il Golf Italian Open for Disabled non è una semplice gara sportiva legata al nostro amato sport, ma una meravigliosa lezione di vita che, attraverso le splendide strutture del Golf Club Castelconturbia, ci è giunta in realtà da tutto il mondo, trasmessa dai quasi cento protagonisti sul campo. E’ doveroso il mio ringraziamento all’Associazione Italiana Golfisti Disabili, promotrice dell’evento, ma anche a tutti coloro che lo hanno reso possibile con il loro impegno disinteressato, e per tale motivo ancor più meritevole. Generalmente ci si congratula con i primi classificati, ma in questa manifestazione sarebbe riduttivo perché vincitori sono tutti coloro che vi hanno preso parte, con i loro impegno, con la loro forza di volontà, con la loro incredibile serenità, ricordandoci alti valori umani e morali che spesso tendiamo a dimenticare.
Auguro, anche a nome del Consiglio Federale e di tutta la Federazione Italiana Golf, una lunghissima vita al Golf Italian Open for Disabled, affinché il suo messaggio continui a diffondersi con sempre maggior vigore”.
Di seguito alcune immagini dell'evento: